Umberto D.

Regia:  Vittorio De Sica,  sceneggiatura di Cesare Zavattini,  Italia,  1952,  89′

Sceneggiato da De Sica e Zavattini e prodotto da un riluttante Angelo Rizzoli, che avrebbe preferito realizzare “Don Camillo”, “Umberto D”. è un progetto nel quale Vittorio De Sica credette molto, nonostante le numerose critiche – che videro coinvolto anche l’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giulio Andreotti – alle quali andò incontro all’uscita della pellicola. Vi si narra la storia di un pensionato ministeriale, che vive in una camera d’affitto ed ha come unico amico il cane Flik. Solo con le sue difficoltà economiche, Umberto Domenico Ferrari è un uomo dal carattere schivo che non rinuncia alla propria dignità. Sempre più isolato, Umberto si ritrae in se stesso, confidandosi e raccogliendo le confidenze della servetta Maria. Nell’impossibilità di far fronte alle spese per vivere, Umberto si fa ricoverare in ospedale per avere un letto ed un pasto; lo sfratto ricevuto dalla sua padrona di casa lo getta nello sconforto assoluto. Non vedendo alcuna altra soluzione, Umberto decide di suicidarsi gettandosi sotto un treno; ma Flik si divincola e scappa. Senza il suo unico affetto Umberto non può morire, così insegue il cane. Lo ritroverà, compagno di sventura, per portarlo con sé nel difficile tentativo di sopravvivere.

 

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