OPERA SENZA AUTORE

Di Florian Henckel von Donnersmarck Germania, 2018, 188’

Dresda, 1938. Kurt ha pochi anni e una passione per la zia Elizabeth con cui frequenta i musei. Prodigiosa ma mentalmente disturbata, nella Germania nazista non c’è più spazio per le persone come lei. Sopravvissuto al bombardamento di Dresda e cresciuto nel blocco dell’Est, Kurt ha un talento per il disegno e apprende gli studi classici imposti dal realismo socialista. Ma l’incontro con Ellie, figlia del ginecologo nazista che ha condannato sua zia, e il passaggio all’Ovest, cambieranno il suo destino. L’autore mette in scena la vita di un uomo attraverso le stagioni del suo Paese (dal Terzo Reich alla DDR e quindi alla Germania Ovest). La riflessione sul valore dell’arte è centrale. La vera arte sopravvive ai totalitarismi e non si lascia addomesticare dal conformismo se l’artista mantiene la libertà dello sguardo. Guardare senza mai tirarsi indietro di fronte alla realtà sarà il principio guida di Kurt in una storia che è anche affresco della Germania di metà Novecento. Ispirato dalle opere di Gerhard Richeter il regista racconta“ non riuscivo a togliermi dalla testa le immagini di Gerhard Richter. Erano come una melodia che continuavo a sentire, come un tormentone, ma in questo caso non era nelle orecchie bensì negli occhi, e non era fastidioso ma una fonte d’ispirazione continua”.