L’ordine delle cose

Regia:  Andrea Segre,  2017,  112′,  13+

l'ordine delle cose

 

Andrea Segre sposta in modo considerevole il punto di vista sugli sbarchi. La storia si svolge in Libia dove Corrado, un alto funzionario del Ministero degli Interni, deve trovare degli accordi che portino progressivamente a una diminuzione sostanziale degli sbarchi sulle coste italiane. Le trattative non sono facili perché i contrasti all’interno della realtà libica post Ghedda sono molto forti e le forze in campo avverse con cui trattare molteplici. C’è però una regola precisa da rispettare: mai entrare in contatto diretto con uno dei migranti. Di fronte a funzionari che hanno capito come muoversi senza urtare suscettibilità armate, Corrado è colui che deve imporre tattiche diverse. Il problema nasce però quando l’avversario non è più coperto dalla maschera protettiva del ‘numero’ di migranti ma diventa una persona della quale si finisce con il conoscere il vissuto e le speranze. A quel punto bisogna decidere quale sia la risposta da dare. Innanzitutto a se stessi. Da un lato c’è la ragion di Stato e la propria posizione all’interno delle istituzioni. Dall’altro la propria appartenenza al genere umano.

 

 

 

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