MICROBO E GASOLINA

Di Michel Gondry, Francia, 2015,103’ +11

Microbo, come lo chiamano tutti, ha 14 anni, il talento per il disegno e una passione per una compagna di classe. Esile e introverso, la sua sensibilità spiccata gli aliena i compagni, bulli e gradassi e sempre in cerca di guai. L’ingresso in classe di Gasolina, adolescente forbito che miscela fantasia e idrocarburi, cambia la sua vita e il suo modo di guardare il mondo. Incoraggiato dall’inesauribile immaginazione di Gasolina, Microbo scopre un coraggio che non aveva mai sospettato, esponendo i suoi disegni in una galleria d’arte, confessando a Laura il suo sentimento e abbandonando la provincia per l’avventura.

L’autore francese pesca nella sua biografia, la ripara e la ri-arrangia come un motore, per raccontare l’avventura di due adolescenti attraverso la Francia e lungo strade secondarie che conducono alla maturità. Il percorso, che procede alla velocità del loro motore a scoppio e dentro una casa-automobile assemblata nel cortile di Gasolina, esibisce letteralmente il meccanismo della costruzione di sé.

SELFIE

Di Agostino Ferrente, Francia, Italia , 78’, 2019 +13

E’ PREVISTO L’INCONTRO CON L’AUTORE

Con “Selfie” Agostino Ferrente racconta amicizia, amore, futuro, delinquenza e discriminazione attraverso gli occhi e i video-selfie di due ragazzi, Alessandro e Pietro, nati e cresciuti nel Rione Traiano, un quartiere difficile di Napoli. Agostino Ferrente affida ai ragazzi la macchina da presa, in questo caso un cellulare, e attraverso la loro quotidianità racconta anche fatti di cronaca, come l’omicidio di Davide Bifolco ucciso da un poliziotto perché scambiato per un latitante.

“Dopo L’Orchestra di Piazza Vittorio e Le cose belle, avevo giurato di non realizzare più documentari. Avevo sofferto troppo entrando nelle vite delle persone coinvolte: non so fare documentari diversamente. […] No: io sprofondo nella realtà di cui mi innamoro e non voglio più raccontarla, voglio modificarla, “ripararla”.

Ma poi venni a conoscenza della storia di Davide. Se ne era parlato molto tra giornali e talk show e mi aveva colpito la facilità con cui un ragazzino colpevole solo di avere l’età sbagliata nel momento e nel posto sbagliati, per molti era diventato il colpevole e non la vittima: a poche ore dalla notizia il tritacarne del pregiudizio sociale aveva già sentenziato che si trattava di un potenziale, delinquente e che quindi, in fondo, era solo “uno in meno”. […] volevo piuttosto provare a raccontare il contesto nel quale quella tragedia assurda si era consumata. Per questo mi sarebbe piaciuto incontrare ragazzi del rione che avevano la stessa età di Davide quando era stato ucciso. Era capitato a lui, ma poteva succedere a loro. Volevo che, partendo dalla sua storia, raccontassero se stessi e il proprio universo.

La mia nuova ossessione era raccontare gli sguardi di questi ragazzi, concentrandomi non su quello che vedono, che oramai tutti conosciamo, ma sui loro occhi che guardano.

XXY, uomini, donne o tutti e due?

Di Lucia Puenzo, Argentina, Francia, Spagna, 2007, 91’, +14

Alex ha un segreto inconfessabile. Per questo i suoi genitori, quando lei era ancora in fasce, lasciarono Buenos Aires per trasferirsi sulle coste uruguayane, lontani dall’occhio indiscreto della gente. Un giorno, nella loro casa, arrivano degli ospiti molto attesi. Un chirurgo plastico di chiara fama, accompagnato da sua moglie e dal giovanissimo figlio di sedici anni, vecchi amici di famiglia, iniziano a occuparsi del “caso” dell’adolescente.

Le tre lettere del titolo rappresentano un’anomalia cromosomica – di quelle persone che hanno all’interno del loro patrimonio genetico sia dei gameti maschili che femminili – che resta il punto chiave della pellicola. Alex, quindicenne alla scoperta della propria identità e delle prime esperienze sessuali, vive con disagio la propria diversità. Il suo essere ermafrodita, è più un problema sociale che personale, nella curiosità morbosa di chi le gravita a fianco considerandola un “freak”. La regista argentina porta sullo schermo un tema originale e lo fa con discrezione e accuratezza, senza sbavature e intenti pedagogici, riprendendo con l’occhio esterno della macchina da presa una storia di vita vera, per permettere a tutti, usciti dalla sala, di saperne qualcosa in più sulle vite degli altri.

Recensioni 2^H e 3^G Liceo Scientifico Orazio Grassi

Mattia Genta

Il fotogramma che mi ha colpito di più è quello che ho riportato nell’immagine soprastante dove il padre abbraccia la figlia. Secondo me ha un significato molto importante perché dimostra che i genitori sono sempre presenti, qualsiasi cosa accada. Infatti durante il film viene mostrata l’importanza di avere dei genitori che ti trasmettono positività e ti sostengono emotivamente: i due sono in grado di accompagnare Alex durante la sua vita senza farle vivere il disagio di essere “diversa”, un’impresa resa abbastanza difficile dal mondo che la circonda, infatti il film insegna che ti senti un “mostro” soltanto quando le altre persone ti vedono come tale. Alex al termine del film non ha ancora deciso se essere donna o essere uomo, non dice niente, cammina soltanto abbracciata dal padre. Alex è una ragazza selvaggia, indomabile, più forte delle maldicenze della comunità in cui vive e nonostante tutti gli insulti e le discriminazioni lei cerca di integrarsi con le altre persone, che sono quelle “normali”. Il film finisce, ma nessuna risposta viene data Alex non ha ancora deciso se essere donna o uomo e l’inquadratura finale del mare rappresenta uno spazio immenso come le possibilità che le si presenteranno in futuro

Marianna Mantovani

La scena che per me è stata più significativa è quella in cui Vando dice ad Alvaro che Alex è troppo per lui e poi lui e lei vanno insieme a fare la pipì (ovviamente in piedi). Ho scelto questa scena perché attraverso le azioni di Vando sono riuscita a cogliere la sua dolcezza, la sua sensibilità e comprensione. Questa scena in me ha avuto un effetto potentissimo, mi ha trasmesso infatti serenità e accoglienza verso il “diverso”. La regista ha deciso di metterli vicini, entrambi di schiena, perché, secondo me, voleva farci capire che erano rivolti con lo sguardo (e quindi con il pensiero) verso una direzione comune, verso una via che avrebbero percorso insieme. E’ davvero bella questa scena perché, a differenza di Alvaro, Vando non vede Alex come un “caso raro”, qualcosa di cui essere incuriositi: per Vando Alex è un amica e la tratta con semplicità, quasi spensieratezza. Il tema di questa scena, a mio parere, è proprio la spensieratezza, quella spensieratezza che sia ha da ragazzi, la tranquillità nello stare insieme, I ragazzi erano naturalmente loro stessi e lo ho trovato bellissimo. In generale il film mi è piaciuto molto e lo ho trovato davvero emozionante. Di sicuro la regista è stata molto abile nel non inserire un giudizio e a raccontarci la storia dei personaggi in modo così impersonale. Ho amato molto le scelte stilistiche perché, attraverso esse, sono riuscita a immedesimarmi in un personaggio così complicato e fragile; anche se, forse, la monocromia delle scene può risultare un po’ pesante. E’ molto interessante il peso che la regista da a ogni singola inquadratura, ogni scena è riuscita a trasmettermi qualcosa di nuovo, di inesplorato. Credo che trattare temi come questi sia tanto difficile quanto importante e sono davvero felice di aver avuto questa opportunità. Trovo inoltre che questo film sia davvero adatto a tutti perché molto delicato, dalle azioni dei personaggi traspare un amore sotteso, mai violenza. L’unica scena che per me è stata pesante è la scena sulla spiaggia, nella quale un gruppo di ragazzi aggredisce Alex. Nel complesso il film è davvero toccante e mai esageratamente esplicito, sono davvero contenta chela scuola e il film studio mi abbiano dato questa possibilità.

Cavagliere

A me ha colpito molto questo fotogramma perché in questo momento del film tutti e due i protagonisti si trovano faccia a faccia a parlare del problema di Alex che non trova timidezza nel dirlo ad alta voce. Neanche Alvaro prova vergogna ad ammettere che quel momento durante il rapporto avuto tra i due gli è piaciuto. Dopo un inseguimento da parte del ragazzo per capire dove andasse la ragazza, i due nuotano in un laghetto fino ad arrivare in un bosco dove Alvaro chiede spiegazioni ad Alex su quello che era successo e la sua risposta sembra essere molto arrabbiata, Alvaro si trova molto in imbarazzo ma non fu molto stupito del fatto che Alex sia uomo e donna. Ho scelto questo fotogramma perché a parere mio rappresenta il fatto che ognuno può ammettere e rivelare le proprie insicurezze senza avere paura del giudizio altrui. Alex mi sembra una ragazza molto timida ma nonostante ciò ha avuto il coraggio di accettare se stessa, Alvaro invece è un ragazzo normalissimo che si innamora di una ragazza diversa dalle altre, secondo me questo fa capire ad Alex che è speciale proprio perché è diversa.

Gabriele Rettaroli

Questo film in sé, non mi è particolarmente piaciuto, tuttavia mi hanno colpito le numerose inquadrature fatte dal regista in tutto il film.
Un’inquadratura che mi è particolarmente piaciuta è stata quella svolta al minuto 6:09, perchè indica sin dall’inizio del film il timore per la diversità di Alex. Nei fotogrammi precedenti,si vede Alex nascosta sotto le fondamenta in legno della casa,che sbircia dalle fessure per osservare gli ospiti appena arrivati da un lungo viaggio in macchina,senza che loro vedano lei. Nel fotogramma da me scelto si nota uno scambio di sguardi inaspettato tra Alvaro e Alex, per me con quello sguardo si sono detti cose che con la parola non riuscirebbero mai a dire. Si sono scambiati degli sguardi d’intesa. Nel film sia Alex sia Alvaro sono insicuri sul loro orientamento sessuale e ciò li porta inizialmente a conoscersi, con il passare dei minuti del film il loro legame si rafforza sempre di piu’ fino a diventare anche “un’amicizia” intima che li porta a essere disprezzati da quelli che non li capiscono.
Sin dall’inizio si intuisce che i due protagonisti sono diversi dalla normalità e solamente dopo aver guardato il film fino alla fine ti accorgi che sono proprio le differenze a renderci speciali e che nel mondo ci sarà sempre una persona che ti capisce e ti apprezza per quello che sei.

Giada Celeste Prato

Ho scelto questo particolare momento del film perchè mi ha colpito come Alex abbia voluto creare un legame tra lei e Alvaro, un legame stabilito dal possedere qualcosa di uguale, qualcosa che li accomunasse. Mi ha colpito anche la reazione del ragazzo al gesto di Alex, che ha preferito non indossare subito la collanina, forse per paura di farsi vedere dal padre con addosso un’accessorio “più femminile”. Dal punto di vista dello svolgimento della storia, questo momento segna un punto molto importante secondo me. Infatti, a partire da questo avvicinamento da parte di Alex, i due ragazzi sono sempre più interessati l’uno all’altro, soprattutto Alvaro, che aveva capito che Alex aveva qualcosa di particolare e nascosto e sarà sempre più curioso di scoprirlo. In quest’immagine che ho riportato dal film si può anche vedere come i due ragazzi sia siano avvicinati, non-solo spiritualmente con il legame creato dalle collane, ma anche fisicamente. Trai due ci sono infatti i primi contatti, i loro corpi si avvicinano per la prima volta e le loro mani si sfiorano per la prima volta. Anche questo alimenta la voglio dei due ragazzi di scoprirsi e conoscersi. Questa scena è ambientata in un vecchio edificio abbandonato vicino al mare. Secondo me anche la scelta di posizionare i ragazzi in un luogo così inospitale ha un importante significato. Secondo la mia visione vuole simboleggiare la difficoltà che Alex ha avuto nell’avvicinarsi ad uno sconosciuto, di cui non sapeva niente e che avrebbe potuto ferirla e tradirla proprio come molti altri avevano fatto a causa della sua diversità.Dal mio punto di vista la presenza del mare o comunque dell’acqua, che è molto frequente nel corso del film, simboleggia un’elemetno di purezza che potrebbe collegarsi con la voglia di Alex di ripulirsi dai giudizi degli altri, dalle critiche e dalla voglia che chi le sta attorno ha di cambiarla, perchè lei vuole rimanere così com’è. In questa immagine inoltre, come nella maggior parte delle scene del film, prevalgono i colori scuri, che producono sui personaggi una sorta di copertura, di nascondiglio. Questa oscurità infatti non ci permette di vedere perfettamente i dettagli dei loro corpi, dei loro vestiti e delle loro espressioni, anzi li nasconde così come Alex nasconde ad Alvaro la sua particolarità.

Elisabetta Minuto

Ho scelto questo fotogramma perché mi piace molto la fotografia e la spontaneità di questa scena, in cui è presente un dialogo molto bello, che può sembrare superficiale ma che in realtà ha un significato, ovvero che la realtà inganna e per quanto l’inganno ci possa piacere non è la verità.
Il dialogo è:
Alex: “Sai qual è il bello di ascoltare la musica in strada?”
Alvaro: “Cosa?”
Alex: “Che sembra che tutti ascoltino la musica che ascolti te”
Un altro motivo per cui ho scelto questo momento è che è uno dei pochi momenti di spensieratezza e serenità nel film, ma nonostante ciò non manca di significato.

Luca Minardi

l fotogramma da me scelto si trova al minuto 48 ed è la scena nella quale Ramiro, il padre di Alvaro, mostre le sue foto di infanzia a Kraken, il padre di Alex.
Nella foto si può osservare una bambina (Ramiro) all’età di 12 anni. Ho scelto questo fotogramma in particolare perché, dopo la prima visione del film, è stata una delle scene che mi sono rimaste più impresse. Il motivo è che il racconto di Ramiro con le numerose domande da parte del padre di Alex per capire se avesse preso le decisioni corrette per la vita della figlia mi ha fatto comprendere la difficoltà nella quale si può trovare un genitore messo davanti a un problema che potrebbe compromettere il futuro del proprio figlio .
Una riflessione apportata da Kraken è quella del possibile errore da parte sua, verso la figlia, di non averla sottoposta a degli interventi di “normalizzazione” ma di aver aspettato la crescita di Alex in modo che potesse scegliere. La risposta di Ramiro dettata dall’esperienza personale è quella che gli interventi di “normalizzazione” non sono altro che una castrazione. Aggiunge anche che quelle operazioni la avrebbero solo messa a disagio con il proprio corpo.
Con questo dialogo il padre di Alvaro rassicura il padre di Alex dicendogli di aver fatto la cosa giusta lasciando scegliere la figlia. La conseguenza di questa scena è che il padre da lì in poi lascerà carta bianca ad Alex e la asseconderà in tutte le sue scelte.

Piccone

In questo frame si può notare come alex, intimorita, cerchi frettolosamente di scampare ai coetanei che la prendono d’assalto una volta vista sulla spiaggia durante una escursione sulla barca.Ho scelto questo frame perché riprende un po’ i numerosi atti di bullismo che capitano ai giorni d’oggi.Solitamente una persona viene presa di mira per via di una particolare caratteristica corporea, come alex in questo, caso.Tuttavia molte persone tendono a prendere di mira gli altri solamente per il loro orientamento sessuale, altra tematica che ricorre all’interno nel film nel quale, alvaro, dopo l’atto sessuale con alex, le chiede con assoluta spontaneità con chi predilisse “farlo”, domanda alla quale ella rispose con un “non lo so”.Personalmente credo, riguardo al bullismo e alla discriminazione, che qualsiasi persona che sia in grado di intendere e di volere, possa avere la propria opinione e preferenza, affinché però, quest’ultima non vada a pesare in modo negativo, e non vada a creare danni psicologici e fisici alla persona.

Scotto

Ho scelto questo fotogramma perché credo sia una tra le scene più forti ma anche una delle più intime del film. In questa sequenza non c’è uno scambio di battute ma solo di azioni, e la cosa più significativa che succede è quando Alex fa cose particolari con Alvaro. Dopo questa scena tra i due protagonisti si crea un legame molto forte e particolare. Si potrà vedere successivamente che viene marcata la confusione dei due protagonisti, visto che per entrambi è la prima esperienza. In particolare Alvaro inizialmente sembra essere turbato, ma poi dopo si comprenderà che a lui il rapporto è piaciuto; tanto è vero che vorrà finire quello che era cominciato chiedendo ad Alex di rifarlo ma lei in quel momento lo respingerà perché turbata dal suo essere entrambe i sessi e non riesce ad accettarsi.

Castangia

Il film XXY è ricco di immagini molto forti, ad esempio la scena in cui Alex e Alvaro fanno l’amore oppure quando il gruppo di amici di Vando tentano di spogliare la ragazza, incuriositi dalla sua diversità, ma io scelgo di descrivere un fotogramma che, apparentemente può sembrare insignificante, ma che mi ha colpito molto. I due ragazzi, dopo aver trascorso una giornata insieme ed essersi conosciuti meglio, si trovano sulla spiaggia davanti casa. Il paesaggio è cupo, ventoso, quasi a rappresentare le emozioni e le difficoltà dei protagonisti. Le coste uruguayane bagnate dall’oceano Atlantico sono l’ambiente in cui si svolge la vicenda. Alvaro è sdraiato a torso nudo sulla sabbia mentre disegna con pazienza un insetto: un raro scarabeo; quando Alex lo raggiunge, in un attimo schiaccia l’animale. Questa scena descrive i caratteri dei due ragazzi, Alvaro, pacato, riflessivo, che ama osservare con attenzione ciò che lo circonda, mentre Alex è una persona inquieta e impulsiva; solitamente si muove correndo, spesso si nasconde in posti accessibili solo a lei e non ha esitato a “fare un occhio nero” al suo migliore amico quando ha tradito il suo segreto. Lui sembra timido ed insicuro, invece “lei” appare decisa e risoluta. Mi sono domandata perchè Alex avesse ucciso l’animale brutalmente: una prima risposta potrebbe essere per fare un dispetto all’amico ma, riflettendoci meglio, potrebbe essere stato fatto perchè pochi attimi prima Saul aveva definito l’animale come “una specie rara” esattamente come Alex, un ermafrodita. Con la frase pronunciata da Alex: “Che ne sai tu delle specie che stanno a casa mia”, si conclude la sequenza.

Elena Paone

La scena del film “XXY” che ho scelto di descrivere si presenta con Alex che cammina sulla spiaggia e con un gruppetto di ragazzi sopra una barca a motore che decidono di fermarsi e andare da lei per capire se le voci che avevano sentito in giro fossero vere.La ragazza prova a far finta di niente ma ciò non serve a farli desistere in quanto iniziano a gridarle “vieni qui, dai”, “non ti facciamo nulla”, e ancora, “vogliamo soltanto vedere”.Questa scena mi ha fortemente colpito, il modo di deriderla, chiedendole di far loro vedere che cosa avesse nelle parti intime, di insistere, forti di essere in gruppo contro lei sola.Alex tenta di sfuggire ai tre ma viene raggiunta, bloccata , spinta a terra in modo molto aggressivo e denudata. I ragazzi ignorano completamente la sua paura, il suo pianto e la richiesta di lasciarla stare, si allontanano solo grazie all’intervento di un altro ragazzo il quale vedendola così sconvolta cerca di abbracciarla e starle vicino.Ho scelto questo fotogramma perchè rimane impressa soprattutto l’espressione di Alex dove traspare vergogna per il suo corpo, paura per il suo segreto, evidente quanto si senta violata ancor più che nel fisico nella sua profonda intimità. Nei suoi occhi vedo anche la delusione per il ricordo del tradimento del suo amico che aveva rivelato le sue confidenze e dal quale deriva probabilmente tutto ciò che le sta accadendo.La curiosità morbosa dei ragazzi è tanta da diventare violenta, mi scatena dentro una grande rabbia, mi fa immergere nella storia, mentre guardavo il film avrei quasi voluto essere su quella spiaggia a difenderla. La medesima rabbia mi viene ogni volta che sento storie in cui ci sono persone più deboli o un po’ diverse dal comune che vengono stupidamente derise, proprio in quanto tali.Il tema trattato in questa scena, come d’altra parte in tutto il film, riguarda quanto la diversità e il pregiudizio che ne consegue possa scatenare cattiveria, violenza e, mi si conceda il termine, vera imbecillità.

Terziu Elidiona

Ho scelto questo fotogramma perché è il momento che più mi ha colpito di questo film, perché tale gesto, di abbracciare la figlia Alex da un grande senso di protezione, è come se le facesse capire che nonostante tutto e tutti lei avrà sempre una spalla su cui appoggiarsi, e le fa capire che Kraken per lei ci sarà sempre indipendentemente dalle scelte che farà. Un altro motivo per cui ho scelto questo fotogramma è per il fatto che questo è uno dei pochi momenti in cui traspare l’amore tra padre e figlia. Questa foto è tratta dal finale del film XXY dopo che Alex e il padre Kraken stavano ritornando in macchina dopo aver accompagnato Alvaro e la sua famiglia per il viaggio di ritorno a casa.

Valentina D’acquisto

Questo è l’inquadratura che ho scelto, secondo me descrive perfettamente il film e alcuni temi che vuole trasmettere. Vediamo Alex che guarda il suo corpo nudo allo specchio, dopo aver vissuto un momento d’amore con Alvaro. Notiamo la sua figura illuminata, che spicca circondata da un ambiente molto scuro. I suoi occhi si fermano nei punti “diversi”, nei punti più difficili da accettare. Non si identifica, è naturalmente diversa e non sa definirsi. Ma è davvero così diversa? A mio parere questo comportamento è paragonabile a molti giovani d’oggi. Molte persone non sono in grado di accettare i loro corpi e quello che sono naturalmente, per questo tante volte non riescono a trovare un’identità. Hanno bisogno di appoggio, sicurezze e di fare nuove esperienze, come abbiamo visto dal comportamento di Alex. Non conoscersi a fondo, credo sia questa la sensazione di Alex, che cerca, anche grazie all’aiuto di Alvaro, di capirsi. Si osserva, sposta lo sguardo lungo la sua figura e non si capisce, non sa chi è e non sa chi diventerà.

Cane Francesco

La diversità rappresenta la ricchezza. Se fossimo tutti uguali il mondo non sarebbe bianco e nero , bensì grigio opaco. Riconoscere la nostra differenza rispetto alla maggioranza degli esseri umani è segno di solidarietà. A mio parere questo è un bel film che ci può far riflettere sull’argomento della diversità. Lo consiglierei fortemente a coloro che amano i film che sanno affrontare temi sociali di pregiudizio, di paura per le diversità, di vergogna, e ciò che in questo film viene molto evidenziato, l’amore nei confronti di un figlio diverso. A volte mi sono sorti dei dubbi sui vari argomenti principali trattati in determinate scene. Per esempio la malformazione sessuale dovuta all’ anomalia cromosomica (da qui il nome XXY) che ha portato Alex ad avere una doppia sessualità, è stata inserita in varie scene senza un chiaro collegamento andando così a confondere i discorsi tra i suoi genitori e quelli di Alvaro. Questa è la scena che per me rappresenta il momento più importante e significativo all’interno del rapporto tra Alex e il padre. In questa scena abbiamo il padre di Alex, tornato dalla figlia / figlio, dopo aver conosciuto una persona con una particolarità simile a quella di Alex, per comprendere al meglio la sua situazione e cercare di lasciarle lo spazio che ad esempio la madre non le/gli concede. Inoltre era a conoscenza della sua fuga a casa della sua amica, e soprattutto del suo legame con Alvaro, volendo così cercare di parlarne invitandola/o poi a tornare con lui in auto. Qui Alex non sembrava sorpresa/o nel vedere il padre in attesa del suo ritorno (facendoci capire che non doveva essere la prima volta), al contrario si diresse verso di lui come se si aspettasse un discorso o delle spiegazioni sul perché fosse lì. Durante questa scena sembra che Alex non diede alcuna importanza alle parole del padre ma si può percepire che la tensione tra di due personaggi andava a svanire, dando così possibilità alla storia tra padre e figlia/o di proseguire.

Matteo Fossetta

Alex è il nome del protagonista di questo film, che fin dal titolo si annuncia certamente particolare. Alex custodisce un segreto che per i genitori sembra essere quasi inconfessabile. Per questo motivo i genitori, appena nata Alex, lasciano Buenos Aires per trasferirsi in Uruguay. Le tre lettere del titolo rappresentano un’anomalia cromosomica, che resta il punto chiave del film. Questa anomalia colpisce quelle persone che all’interno del loro patrimonio genetico hanno sia i cromosomi maschili che femminili. Alex è la protagonista quindicenne di questo film che racconta l’inquietudine che lei vive alla scoperta di una propria identità attraverso anche le prime esperienze sessuali. Certamente il problema di Alex, l’essere ermafrodita, è raccontato in chiave sociale. In questo cammino la protagonista scopre la vicinanza del giovanissimo figlio sedicenne di un famoso chirurgo plastico, chiamato dalla famiglia di Alex per occuparsi del “caso” di questa giovane adolescente e “normalizzarla”. E’ sicuramente un tema estremo attraverso il quale possiamo tutti specchiarci nella difficoltà di scoprire ciascuno una propria identità, una propria unicità che possa essere serenamente vissuta ed accolta. I genitori dei due ragazzi risultano inadeguati, incapaci di stare vicino ai loro figli e sostenerli in un percorso di crescita e scoperta. Noi ragazzi penso che ci si possa specchiare nella difficoltà dei ragazzi protagonisti di questo film nell’esprimere sentimenti forti, dirompenti quali l’amicizia sincera e l’amore. Entrambi rappresentati da azioni che esprimono la natura di questi sentimenti se pur sbagliando (per esempio: l’amico di Alex con cui aveva litigato perché non li piaceva quella parte di lei in più, andò prima a raccontare in giro quello che aveva visto, poi si pentì e la andò a salvare).

Stievano

La scena ritrae Alex durante il dialogo più significativo con il padre, un padre che non ha scelto per la vita di sua figlia ma ha aspettato che lei fosse pronta a prendere una decisione, una decisione che in qualunque caso avrebbe sostenuto. Il film racconta la storia di Alex, una ragazza ermafrodita alla ricerca dell’accettazione di se stessa che, per la società in cui viviamo, avrebbe lieto fine nell’identificazione di se stessa in un genere: maschio o femmina. Guardando il film inconsciamente sei portato a pensare inizialmente che Alex si identifichi nel genere di donna, successivamente per il rapporto che si va ad instaurare con il ragazzo, Alvaro, sei portato a pensare che si identifichi nel genere di uomo. La frase che ritrae l’immagine: “E se non ci fosse una decisione da prendere?” credo colga a pieno l’intero significato del film, forse non c’è nulla da scegliere, forse Alex è solo Alex, nè maschio nè femmina o entrambi i sessi. Personalmente ho trovato il film molto emozionante per la riflessione che invita a fare su un tema poco trattato e sempre più attuale, ma soprattutto per come la regista ha scelto di trattare questo tema: la delicatezza nella rappresentazione del corpo e la crudità ( crudezza)nel maltrattamento del corpo, attraverso gli sguardi, che riescono a dire ciò che con le parole non potrebbe essere detto.

Ginevra Lavorato

Questa scena rappresenta il finale del film “XXY”. Sono presenti Alex e suo padre, Kraken, che camminano verso la loro macchina dopo aver accompagnato Alvaro e la sua famiglia per il viaggio di ritorno verso la loro casa. Possiamo vedere come Alex si lascia circondare dal braccio del padre, come se fosse una sorta di protezione. Interpreto questo gesto pensando che Alex, nonostante possa scegliere da sola come vivere la sua vita, avrà sempre bisogno di una spalla su cui appoggiarsi nei momenti di sconforto, e Kraken, indipendentemente dalle scelte che farà sua figlia, ci sarà sempre per lei pronto ad ascoltarla ed ad accettarla così come è, come ha sempre fatto fin dal momento della sua nascita.

Camilla Gaxha

Il film “xxy”, tratta un argomento difficile dal punto di vista scientifico e quindi estremamente complesso da quello emotivo. Alex, la protagonisto/a della storia è intersessuale, ciò significa che possiede entrambe le ghiandole genitali dei due sessi, il film percorre in diverse scene e dialoghi intensi, in quali condizioni vive una persona intersessuale e come si approccia alla società contemporanea?. “Scelte difficili”, è così che intitolerei la scena, forse una delle più belle e significative del film, dal mio punto di vista. In questa scena il padre della protagonista, passa davanti alla stazione di polizia, per denunciare l’aggressione e lo stupro subito dalla figlia, da parte di un gruppo di ragazzi del proprio quartiere. Quest’ultimo è amareggiato, e pieno di rabbia nei confronti di un mondo che vede e tratta la sua bambina in modo diverso. Quando per lui invece, lei è bellissima e speciale così com’è. Invece di fermarsi e riportare l’accaduto alla polizia, Juan pensa alle conseguenze che questa specifica scelta comporterebbe in primo luogo nella vita di Alex. Lui che fin dal principio aveva scelto di non scegliere per lei è in un momento così tentato dal farlo, spinto dall’istinto di giustizia forse, per la sua frustrazione e tutto quello che lui è la sua famiglia avevano subito in silenzio fino a quel momento. Egli però lascia dominare il suo affetto e una volta tornato a casa le dice che sarebbe dovuta essere esclusivamente una scelta sua. Uno dei gesti d’amore più sinceri di tutto il film, Il padre vede soffrire la propria bambina e sentendosi ormai impotente di tornare indietro nel tempo e proteggerla come aveva sempre cercato di fare. All’interno del film, la scena riesce a convogliare, anche quelle precedenti in un solo momento. Questa, occupa solo pochi secondi che bastano per cadere come un macigno sugli spettatori e spingerli a riflettere su come la società di oggi sia crudele e tormenti ciò che è diverso.

Vescio

Innanzi tutto ho scelto questo fotogramma, al minuto 36.48, perché rappresenta un momento di intimità e fragilità della ragazza. Oltretutto è un’immagine semplice, compare solo una ragazza che si specchia, ma nella sua semplicità, manda un messaggio più complesso di quello che sembra. In questa scena, appunto, la ragazza si sta specchiando da sola nuda in camera sua, mostrandosi per quello che è nella sua semplicità. La ragazza si guarda in silenzio attentamente, quasi si studia. Non ha paura di guardarsi allo specchio, cosa che sembra banale, ma al giorno d’oggi, accettare il proprio corpo, con tutte le sue caratteristiche, non è facile come sembra. Si guarda, affronta la realtà dei fatti, uscendo da quella bolla, chiamata “non voglio affrontarlo”, dove poi nella quotidianità ci si rifugia, e cerca di dare risposte alle sue domande: <Chi sono? Cosa voglio essere? Chi credo di essere?>.La ragazza è spaventata, confusa, non sa cosa davvero vuole, e questa scena ne da l’impressione: una ragazza sola e indifesa, nuda, allo scoperto, che cerca di comprendere ciò che in tutti questi anni le ha creato dubbi.

Viaggi Irene

Sono stata colpita dal fotogramma raffigurante una scena di violenza sessuale nei confronti di Alex. Un gruppo di ragazzi ha scoperto della sua particolarità e, non credendo alle voci, tenta di spogliare la ragazza, senza il suo consenso e usando la forza per ottenere ciò che desidera. Alex è scossa e spaventata, si sente violata e umiliata. I ragazzi non capiscono la gravità delle loro azioni e trattano Alex come se fosse un’attrazione turistica, un numero da circo. La stupidità dell’uomo di fronte a determinati argomenti è sorprendente. Questa scena mi ha permesso di immedesimarmi nella protagonista e comprendere i suoi sentimenti e le sue difficoltà. Ho trovato il tema del film molto importante e interessante, ha trattato di una categoria del “diverso” che, a differenza di altre, continua a non essere compresa. Il regista ha selezionato e curato la fotografia, i personaggi e le canzoni in modo che l’attenzione ricadesse su un singolo elemento: Alex e la sua storia. Il tema seppur delicato è stato affrontato nel modo giusto, riuscendo a sdoganare tabù associati all’argomento senza risultare volgare. La storia in sé, seppur atipica, non ha niente di particolare: è inserita all’interno della vita di tutti i giorni di una ragazza adolescente, al fine di sottolinearne la semplicità e normalità. Credo che vedere questo film possa essere una grande opportunità per ragazzi e adulti: osservare e ascoltare storie di persone con percorsi di vita o caratteristiche considerate inusuali, permette di conoscere la realtà da un altro punto di vista. Immedesimarsi in queste ultime apre gli occhi a chi ancora crede solamente nei canoni posti dalla società.

Scorza Lorenzo

Ho scelto questo momento del film, perchè, personalmente, credo che rappresenti a pieno l’espressività che può dare il cinema; con una sola espressione si possono trasmettere emozioni, pensieri, modi di essere. Nel film questo frame mostra Kraken (il padre) che assiste al rapporto sessuale tra Alex e Alvaro. L’espressione del personaggio raccoglie subito l’attenzione del pubblico: a prima vista sembra un’espressione sorpresa, ma allo stesso tempo quasi “irritata dall’accaduto” o spaventata. Questo momento è molto importante per la trama del film, dato che dopo l’accaduto, il padre cerca di proteggere e capire la figlia, chiedendo consigli anche a persone con la stessa patologia. Secondo me, la scelta del regista di inserire anche solo pochi secondi di questo “sguardo”, è stata una mossa vincente: fa capire pienamente allo spettatore la situazione, talmente tanto da intercalarsi ( immedesimarsi) nel personaggio e sentire le sue emozioni, trovandosi lui stesso nella storia.

Fazzina

Ho scelto un’immagine di questa particolare scena del film, perché mi è parsa la più particolare e la più rappresentativa dell’intera opera. In questa figura possiamo vedere il padre che parla con la figlia Alex dopo un gruppo di ragazzi che la hanno molestata, e hanno scoperta il suo segreto. Tutte queste scene del film sono molto diverse da tutto il resto, infatti quasi unicamente in questa parte possiamo vedere delle scene con dei colori così tanto accesi, questo perché in maggior parte del film è stato volutamente scelto di utilizzare colori molto o cupi e tendenti al grigio, e quasi mai colori come questi. In questa immagine, riesco soprattutto a capire che il padre, che sempre ha accettato sua figlia per quello che era, è sempre più convinto di voler lasciare sua figlia com’è, infatti capisce il suo stato d’animo, e la compatisce. Però si può anche verde la figlia, con uno sguardo che sta quasi a chiedere scusa per il suo essere. Per me questa è una delle immagini significative del film poiché lo rappresenta in sé. Perché nonostante tutti considerino Alex una persona che debba cambiare, a tratti compresa lei, mentre invece il padre ha sempre creduto in lei e nel suo essere. E come già detto prima, vediamo come nell’intero film la ragazza sia insicura, sul cosa essere.

Marcato

La scena che mi ha colpito di più è stata quella in cui Alex viene trattata da tre ragazzi come una sorta di mostro da baraccone, costretta, suo malgrado, sotto violenza, a mostrare la sua nuda e segreta intimità. La sua faccia terrorizzata e quel volto che fa suscitare in lei un sentimento di vergogna nei confronti di se stessa mentre agli spettatori fa provare compassione. La location del film, situata davvero in Uruguay, è stata scelta per le sfumature grigio azzurre della sua luce naturale, che suggeriscono la volontà, da parte dei protagonisti, di nascondersi al mondo. A questo, bisogna aggiungere un oceano costantemente mosso, che invita chiunque si trovi al suo cospetto, a non scoprirsi, a vestire costantemente felpe abbondanti che sfocano qualsiasi ambiguità. Ho trovato questo film molto difficile da girare, soprattutto per via dell’argomento trattato ma nonostante ciò la registra argentina Lucia Puedo è riuscita a renderlo piuttosto delicato. Questo film attua una ricerca d’identità, dell’attenzione alla diversità e come risulterà evidente questa pellicola è contraria alla rimozione, è un invito all’autodeterminazione di sé. Infine suppongo che portare nelle scuole un film di questo genere sia un attività coraggiosa ma, a mio parere, aprendo la nostra mentalità possiamo avere un riscontro positivo dall’esperienza. Capendo al meglio ciò che ha voluto mettere in scena la registra possiamo riuscire ad imparare delle nuove lezioni di vita.

Gallizio

Mi ha colpito questo fotogramma del film, dove sono presenti il padre e la madre di Alvaro a tavola. Si nota come i due sono tristi, indifferenti, non si guardano, ognuno è assorto nei propri pensieri. Anche i mobili e l’ambiente scuro sembra contribuire alla tensione tra i due. E pensare che stanno aspettando i padroni di casa, che sono i genitori di Alex, per cenare insieme, ma l’ambiente sembra ostile e buio. La storia prosegue con la cena, che causa un “raffreddamento” dei rapporti tra le due famiglie: iniziano a nascere delle incomprensioni e, poco alla volta, si capisce la verità. Da questa immagine possiamo notare, al di fuori della finestra, che è una serata caratterizzata da un forte temporale con fulmini. Oltre i vetri, all’esterno, si può vedere anche Alvaro che cerca di entrare velocemente in casa, perchè comunque era rimasto seminudo, dopo l’atto sessuale. Nelle scene successive, si vede che l’unica che non si presenta a tavola è Alex, perchè era ancora sconvolta da quello che era successo prima, nel rapporto con Alvaro. In tavola si vede anche una bottiglia di vino, che causerà un battibecco tra i due padri. Il padre di Alvaro, orgoglioso del figlio, gli versa un po’ di vino nel bicchiere, imponendogli di berlo; è contento di aver visto Alvaro arrivare seminudo, perché ha pensato che avesse fatto l’amore con Alex e che fosse diventato uomo. Il padre di Alex, invece, dice ad Alvaro di non bere controvoglia ed afferma apertamente che non gli piace il comportamento prepotente di suo padre. Questa scena finisce con una frase ad effetto del padre di Alex: “Ci siamo trasferiti da Buenos Aires per stare lontani da certa gente, mi pare. E ora siamo tutti qui seduti alla stessa tavola”.

Giorgio Bertoldi

XXY è un film che affronta il tema dell’intersessualità da un punto di vista strettamente emozionale, non medico. Alex e la sua famiglia hanno lasciato Buenos Aires per andare a vivere in posto isolato sulle coste uruguayane a causa della situazione che si era andata a creare con la nascita di un figlio ermafrodita. Le sfumature grigio-azzurre del film sono volontarie: riprendono i colori dell’ambiente e suggeriscono la volontà dei protagonisti di nascondersi al mondo. Dopo questa introduzione al film, vi è l’esordio. La mamma di Alex invita una coppia di amici, che si portano con sé anche il figlio, per capire il da farsi per il futuro di Alex. Ed è questo uno degli argomenti principali del film: la scelta di cosa essere, maschio, femmina, restare così, che deve essere strettamente personale. La mamma è più preponderante per una scelta guidata, in questo caso dall’ amico medico, mentre il padre è sempre stato a favore di una scelta personale, contro chi crede di sapere cosa sia meglio per gli altri. Per lui Alex è perfetta, è bellissima cosi com’è, lo è sempre stata. Motivo per cui alla nascita non hanno effettuato subito l’operazione. È con l’entrata in scena degli amici che si introduce un altro personaggio molto importante: Alvaro, il figlio di quest’ultimi. Alvaro e Alex sono entrambe ragazzi alla continua ricerca della propria identità sessuale e sin da subito instaurano un particolare legame. Alvaro è un ragazzo insicuro, chiuso, e Alex è una ragazza/o molto attiva. La narrazione è povera di dialoghi, incentrandosi su una comunicazione espressiva, fatta anche di silenzi. Anche ciò che fa da sfondo alla narrazione, il lavoro di biologo del padre di Alex, le tartarughe, ha un’importanza. È un sottotesto che mette il tutto in una visione naturalistica delle cose, e non nell’anormale.

Rosso

Sono davvero solo i cromosomi a definire chi siamo? Alex ha in sé una dualità, i suoi genitori intelligentemente non la hanno condannata alla nascita ad una identità sessuale in cui potrebbe non riconoscersi, anche se sono consapevoli del fatto che dovranno scontrarsi con la mentalità troppo spesso ottusa e stereotipata della gente. Il film tratta un argomento molto delicato e poco raccontato che ci porta a riflettere non solo sull’ermafroditismo ma anche sui tormenti e le difficoltà che più in generale si possono incontrare in particolari momenti della vita, nei timori di chi ci sta vicino e nel pregiudizio radicato di chi non prova nemmeno a capire. Durante la visione del film “XXY” sono stata catturata da una scena in particolare: quella nella quale l’amica di Alex le mette lo smalto mentre lei dorme. Quando Alex si sveglia e se ne accorge cerca subito di levarlo, anche sotto la doccia la prima cosa da lavare per lei è quel colore dalle unghie, quel marchio forzato che l’amica ha cercato, magari anche senza volere, di affibbiarle. Mi ha stupito come quel gesto sia stato recepito dalla protagonista, la sua reazione sembrava dire: “possiamo nascere maschio, femmina, O ENTRAMBI, e sono IO a dover scegliere”. Per Alex non esiste bianco o nero, esiste il grigio, come suggeriscono anche i colori della scenografia, e quello smalto, ripeto, volutamente o meno, era una spennellata bianca sul bellissimo grigio della sua anima, che la “sporcava” e che quindi al più presto doveva essere lavato via. La scelta del regista di riprendere la scena attraverso il riflesso di un vecchio specchio rovinato è quanto mai azzeccata; lo spettatore non vede la scena “pulita”, bensì un riflesso a tratti nascosto da mancanti parti riflettenti dello specchio che richiamano la condizione interiore di Alex: un’anima pura in quel momento nascosta da delle piccole macchie, le stesse che cerca di far scivolare via dalle sue dita. Crescere, confrontarsi, capire chi siamo e chi vorremmo essere è un percorso, difficile, che riguarda ognuno di noi e accettare le scelte altrui un dovere di tutti. Credo che il messaggio più importante trasmesso da questi fotogrammi sia appunto riguardante la decisione di Alex. Il fatto di togliere lo smalto in maniera così istintiva non è, secondo me, segno di un suo sbilanciamento verso il genere maschile, è semplicemente un cercare di spiegare dell’esistenza del “suo grigio”: scegliere di non scegliere è scegliere, e Alex ha scelto di non scegliere, almeno per quel momento.

Edoardo Ramagli

Due sono le scene che mi hanno colpito più a fondo anche se in qualche modo aprono e chiudono la scena più “difficile” del film cioè il rapporto sessuale tra Alex e Alvaro. Rivedendolo ho trovato forte la scena in cui di due ragazzi sono sulla spiaggia. Alvaro sta disegnando un insetto raro e Alex lo schiaccia perché le da fastidio il fatto che Alvaro lo stia studiando perché “raro” e lo trovi strano. Alvaro reagisce e dice ad Alex “tu sei diversa, non sei normale”. E’ una frase che fa male. Ma anche la scena del temporale, quando Alex si guarda allo specchio e Alvaro è fuori sotto la pioggia fa capire come sia difficile per tutti e due affrontare la loro sessualità. Si guardano come se guardassero un insetto da studiare, forse anche spaventati da quello che non capiscono. Ciò che mi ha fatto più riflettere di queste due scene è che entrambi sono insicuri sul proprio orientamento e identità sessuale e questo in qualche modo li attrae. Per esempio Alvaro già dall’inizio del film mostra insicurezza per quanto riguarda la sua sessualità e il fatto che Alex sia “diversa” o “strana” non gli da fastidio ma, al contrario, sembra affascinarlo.

Sirtori

La scena parte con un’inquadratura in primo piano di Alex che, dopo aver avuto una discussione con Alvaro, passeggia in spiaggia con aria pensierosa. A metterla in moto è l’arrivo di un gruppo di coetanei, tre ragazzi, che, arrivati dal mare con una barca, chiamano Alex con tono prepotente e di superiorità, imponendole di fermarsi in un primo momento e successivamente, una volta arrivati alla riva, afferrandola forzatamente contro la sua volontà e portandola tra gli alberi in un boschetto li vicino. Qui inizia il momento di massima tensione, dove i tre ragazzi iniziano a molestare la ragazza tra le sue urla e le sue lacrime, ma fortunatamente i tre vengono fermati da Vando prima che la situazione sfugga di mano e subito dopo fuggono. A chiudere la scena c’è, per l’appunto, Vando che al fine di consolarla la abbraccia. In questa scena il gesto dei tre ragazzi non è solo andato contro la volontà di Alex, ma è anche un gesto che rovina la sua dignità, essendo appunto un motivo di imbarazzo e quindi può diventare soggetto di atti di bullismo o peggio (come in questo caso). Il motivo per cui ho scelto questa scena è perché si può vedere che molte persone pensano di sentirsi superiori rispetto a coloro che sono “diversi”, come è successo con Alex, e quindi di compiere atti di bullismo. Personalmente penso che questa cosa sia molto sbagliata perché, in un certo senso, nessuno è uguale a nessun’altro e al mondo siamo tutti diversi, quindi è inutile insultare e bullizzare queste persone per diversità fisiche. Inoltre, le conseguenze di queste azioni non sono solo fisiche, ma anche psicologiche. Come si vede nel film infatti, a seguito della scena descritta in precedenza, Alex non vuole più prendere i farmaci prescritti apposta per la sua situazione e ciò può anche portare a conseguenze molto più gravi.

SAIMIR

Di Francesco Munzi, Italia, 2004, 88’ +13

E’ PREVISTO L’INCONTRO CON IL REGISTA

Saimir ha sedici anni, è albanese e vive dietro una finestra aperta sul mare di Ostia. Le sue notti sono lunghe, infinite come il numero di immigrati clandestini che raccoglie sul litorale laziale e che poi suo padre traffica coi piccoli imprenditori agricoli della zona. Saimir è soprattutto un adolescente che vive un’età straordinaria dentro una realtà e una condizione altrettanto straordinarie: quella dell’immigrazione e dell’emarginazione. Saimir è due volte fuori: fuori dai valori parentali, fuori dai valori comuni dei suoi coetanei italiani. Nel processo di transizione verso lo stato adulto Saimir, come ogni altro ragazzo della sua età, ricerca l’autonomia dal genitore, da Edmond, padre disorientato e rassegnato a una realtà miserabile che chiama “destino”.

Il regista e il direttore della fotografia impressionano l’educazione esistenziale e sentimentale di Saimir su una pellicola livida e de-saturata dai colori accesi della post-adolescenza per indicare quella zona liminale in cui non si è più e non si è ancora.