UN SACCHETTO DI BIGLIE

Di Christian Duguay, Francia, 2017,110’, +13

Parigi, Joseph e Maurice Joffo sono due fratelli ebrei che, bambini, vivono nella Francia occupata dai nazisti. Un giorno il padre dice loro che debbono iniziare un lungo viaggio attraverso la Francia per sfuggire alla cattura. Non dovranno mai ammettere, per nessun motivo, di essere ebrei.

Nel film, tratto dal romanzo autobiografico di Joseph Joffo pubblicato nel 1973, lo spettatore è posizionato a fianco dei due fratelli che vivono come bambini la tragedia che sta loro intorno. Le biglie divengono così il simbolo di un’infanzia che viene messa alla prova ma finiscono anche con il rappresentare quella vita in famiglia a cui i due fratelli sperano di tornare. Lo sguardo culturalmente “distante” (Duguay è canadese) favorisce  una rilettura delle vicende che segue uno schema noto ma lo depura da qualsiasi accento di retorica consentendo alle vicende vissute dai due fratelli di “arrivare” alle nuove generazioni senza che queste se ne distanzino pregiudizialmente in quanto già viste o comunque old style.

One thought on “UN SACCHETTO DI BIGLIE

  1. Il periodo storico è ben individuato . Alcuni passaggi , per ragioni di sintesi forse non sono stati esplicitati, ma nel complesso la situazione degli ebrei , nella Francia occupata, le posizione della chiesa , l’occupazione italiana nel sud della Francia , la resistenza francese e invece il governo collaborazionista del generale Petain sono esposti in modo chiaro e per i ragazzi questo film può rappresentare un’interessante pagina di storia. D’altra parte c’è la storia di Joseph , il protagonista che in questi anni di guerra , attraverso difficili prove dolori e paure è costretto a crescere alla svelta. Nel libro i pensieri di Joseph sono stati riportati con lo stupore e la freschezza dei suoi anni della fanciullezza, così pure le ansie e le paure sono rivissute dall’autore con l’immediatezza di quei momenti che lo videro protagonista di una storia tragica , molto più grande dei suoi pochi anni. Il regista a mio parere è riuscito a rendere questi stati d’animo , per cui il film, aldilà della storia drammatica, conserva una piacevole leggerezza.

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