PRIDE

Matthew Warchus, Gran Bretagna, 2014, 120’, +12

Londra, 1984. Joe partecipa tra mille timidezze e ritrosie al Gay Pride e si unisce alla frangia più politicizzata del corteo, già proiettata sulla successiva battaglia in difesa dei minatori in sciopero contro i tagli della Thatcher. Guidati dal giovane Mark, i LGSM (Lesbians and Gays Support The Miners) cominciano il loro difficile percorso di protesta, che li conduce in Galles, nella remota comunità di Dulais. Superata l’iniziale ritrosia, tra attivisti gay e minatori nascerà una sincera amicizia e un’incrollabile solidarietà umana.

Al suo secondo film, Warchus, affermato regista teatrale inglese, aggiusta il tiro, si mette nella scia di We Want Sex (2010) e fa centro con un soggetto da scalpore e un’efficace sceneggiatura (Stephen Beresford), che frulla abilmente umorismo gay e british, dramma politico-sociale, tragedie esistenziali, epica sindacale, e suggella il tutto con un finale trascinante. La magistrale direzione, la bravura e l’affiatamento degli attori fanno il resto.

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