Riflessioni della classe 1^F Istituto Comprensivo II Savona Scuola Media

Ringraziamo i ragazzi della classe 1^F che ci hanno inviato alcune riflessioni sul film “La bicicletta verde”, proiettato al Nuovofilmstudio e ne riportiamo una nostra sintesi:

All’inizio del film, quando vengono inquadrate le scarpe delle ragazze si nota un unico paio di scarpe da ginnastica (all star), sono i piedi della protagonista Wadjda, mentre le altre indossano ballerine nere. Questa prima inquadratura ci fa capire come Wadjda sia diversa da tutte le altre ragazze perché vuole essere libera senza essere oppressa dalle regole della sua cultura. Questa prima inquadratura ci dice anche che Wadjda è una ragazza fuori dagli schemi e ha idee diverse rispetto alla gente che frequenta e che vive nella sua stessa città.  lei vuole differenziarsi dalle altre ragazze

Questo fatto ci dice che Wadjda è una bambina che vuole essere normale e poter fare cose che la scuola e la religione non permettono. Lei vuole essere sè stessa.

Questa inquadratura, fa capire che la protagonista vuole essere diversa in un mondo dove sono tutti uguali e le femmine devono obbedire. Questo per lei è inconcepibile perchè è ancora una bambina. Wadjda ha un vestito nero lungo con il velo che le copre la faccia tranne gli occhi, il suo amico invece è vestito di bianco e possiede una bicicletta azzurra.

I piedi di Wadjda si distinguono dagli altri perché non portano le scarpe nere, che fanno pensare a una specie di divisa, comuni alle altre ragazze, ma un paio di scarpe da ginnastica alla moda. Questa scena iniziale ci permette di capire la natura un po’ “ribelle” della protagonista, che rifiuta le regole della sua tradizione e religione e vorrebbe vivere come i maschi della sua comunità o come una ragazza occidentale. Il suo compagno di giochi, invece, porta la divisa bianca della sua scuola maschile. Però, a differenza delle donne adulte che devono camminare per strada con il velo, gli uomini adulti possono vestirsi come preferiscono.

Come si può ben notare la diversità che c’è fra lei e il suo compagno di giochi è che lei veste di nero e lui di bianco; questa diversità estrema di colori è importantissima perché fa capire come, nel mondo arabo, la donna sia considerata un individuo meno importante dell’uomo. Il bianco, infatti è un colore acceso, vivo e puro, mentre il nero è un colore più cupo, chiuso e doverlo indossare sempre da capo a piedi e davanti ad individui che sono vestiti in modo contrario evidenzia ancor di più questo aspetto.

 I piedi della bambina sono diversi perché indossa scarpe diverse da quelle delle sue compagne di coro. Questo ci fa capire che è una bambina fuori dal comune.  La prima differenza, nei confronti dell’amico, che salta all’ occhio è il colore dell’abbigliamento e il capo coperto ma le differenze maggiori sono nel comportamento che devono tenere.

Le bambine che fanno parte del coro della scuola di Wadjda sono vestite tutte uguali, in modo elegante, così come i loro vestiti anche le loro scarpe sono eleganti; Solo un paio di scarpe si distinguono, non per il colore, ma per la forma, sono  scarpe da ginnastica molto usate e consumate che ci dicono che lei è diversa, vuole far valere i suoi diritti, non vuole arrendersi ai divieti imposti da una religione  e da una mentalità troppo conservatrice  che sottovaluta le donne credendole inferiori agli uomini.

Wadjda è diversa anche dal compagno di giochi Abdullah (nipote di uno dei candidati alle elezioni) che veste di bianco e che non subisce tutti i divieti imposti alle donne come quello di non poter andare in bicicletta, infatti proprio lui la sfida e in seguito le insegna ad andare in bici.

 

Questa voce è stata pubblicata in CINEMA E SCUOLA 2015/2016. Contrassegna il permalink.

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